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Lettera aperta alla Sindaca Roberta Tintari parte 7

| di Marco Villa
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Gentile Sindaca,

ipotizziamo che un uomo provi dolore ad un dente e le persone a lui vicine dicano che ha l’alito cattivo.

Quell’uomo va da un dentista.

In questo caso, sono ipotizzabili vari scenari:

1) NON CURA. Il dentista dà una rapida occhiata al paziente e gli fornisce una mascherina per contrastare l’alito cattivo.

2) CURA. Il dentista scopre che il dente è cariato e risolve il problema.

3) CURA E PREVENZIONE. Il dentista scopre che il dente è cariato, risolve il problema e poi fornisce al paziente varie informazioni su che cosa sono le carie e consigli su come evitare che si verifichino, a cominciare da una sana alimentazione e da una corretta igiene orale.

Sicuramente lo scenario 1) è quello da non perseguire.

Eppure sembra che a Terracina ultimamente si preferisca realizzare proprio quello scenario.

Non sarebbe più intelligente e sensato individuare i sani ed i malati?

E qui veniamo al dunque di questa lettera aperta.

Terracina è una città che dovrebbe fare il “salto di specie”, nel senso che dovrebbe cominciare a frequentare il futuro.

Come?

Realizzando, nel settore della salute, un quarto scenario: quello della PREVENZIONE.

Pochissimi sanno che le zanzare non si nutrono di sangue, bensì di nettare.

E allora perché pungono gli umani ed altri mammiferi?

Le zanzare femmine (solo loro) pungono perché il sangue dei mammiferi è per loro necessario per portare a termine l’ovulazione.

A Terracina sono presenti due specie di zanzare:

a) la zanzara comune (Culex pipiens);

b) la zanzara tigre (Aedes albopictus).

Le prime pungono di notte, le seconde di giorno. Le zanzare tigre, infatti, nelle ore notturne stanno rintanate nella vegetazione.

Di conseguenza, le disinfestazioni notturne che il Comune di Terracina (ma anche tanti altri Comuni italiani) ha effettuato nel corso degli ultimi anni non servono assolutamente a nulla contro la zanzara tigre.

Sorprende che il suo predecessore, nominato responsabile del Dipartimento Ambiente del suo partito, non lo sapesse. Se in quel partito il responsabile del Dipartimento Ambiente sa così poco di ambiente, figuriamoci quanto saranno preparati tutti gli altri...

L’effetto di quelle disinfestazioni notturne è stata la continua ed inesorabile diminuzione, nel corso degli anni, della presenza della zanzara comune, ed il contestuale aumento della presenza della zanzara tigre, che per di più non è una specie autoctona ed è anche un potenziale vettore di malattie.

Ma non solo: durante le disinfestazioni notturne muoiono anche le falene, le farfalle notturne.

Adesso qualcuno penserà: «Muoiono le falene, e allora?».

Una recente ricerca scientifica ha scoperto che le falene sono fondamentali per l’impollinazione delle piante, ancora più delle api: http://www.greenreport.it/news/aree-protette-e-biodiversita/il-ruolo-segreto-delle-falene-che-stanno-scomparendo.

Non solo: le falene sono le prede preferite dei pipistrelli, ordine di mammiferi che stanno via via scomparendo dalle nostre città. Chissà perché...

La procedura delle disinfestazioni notturne contro le zanzare, pertanto, è totalmente inutile, se non per le imprese che le effettuano, le quali ovviamente ottengono lauti guadagni.

Ma... c’è un ma.

Vediamo, per capire, l’avviso del Comune di Sacrofano che è stato pubblicato qui: https://www.comunedisacrofano.it/col3/ambiente/1544-avviso-di-disinfestazione-2.html.

Che cosa c’è scritto alla fine dell’avviso?

“Per eventuali emergenze sanitarie contattare:

Centro Antiveleni di Roma 06.49978000 (Cav Policlinico Umberto I – Roma)

Centro Antiveleni Roma 06.3054343 (Cav Policlinico Gemelli – Roma)”

Centri Antiveleni?

Sì, perché le sostanze utilizzate durante le disinfestazioni sono veleni che possono arrecare danni anche agli umani. Non a caso, infatti, gli avvisi invitano i cittadini a tenere le finestre chiuse nelle fasce orarie nelle quali vengono effettuati i trattamenti.

Tra l’altro, l’infertilità è in aumento tra chi effettua disinfestazioni: http://www.prevenzionetumori.it/archivio/archivio_text.php?cat_id=495 (utilizzare la funzione Trova digitando la parola “disinfestazioni”). Da notare, poi, che l’articolo è stato pubblicato su un sito che si occupa della prevenzione dei tumori.

Quei veleni, pertanto, non fanno bene ai disinfestatori, ma neanche ai cittadini.

E allora perché ricorrere a quei trattamenti, che sono per di più inutili per ridurre le zanzare tigre?

Esistono alternative molto più valide, ed ora ne elenchiamo alcune.

Prima di tutto, si dovrebbero utilizzare metodi biologici e sostanze naturali. In secondo luogo, si dovrebbe privilegiare la lotta alle larve, con l’eliminazione dei focolai esistenti e la prevenzione dei nuovi, con l’uso dei predatori delle larve o altre forme di lotta biologica.

Il contrasto degli esemplari adulti di zanzara tigre dovrebbe essere una misura residuale, privilegiando i metodi di protezione meccanici, elettronici e personali.

I cittadini dovrebbero essere coinvolti nelle attività di contrasto alla diffusione delle zanzare, ad esempio tenendo asciutti e puliti i sottovasi ed evitando qualsiasi ristagno di acqua nell’ambiente. Un valido esempio è fornito da Castelnuovo dei Sabbioni, frazione di circa 1000 abitanti del Comune di Cavriglia (AR): http://valdarnopost.it/news/un-paese-unito-nella-lotta-alle-zanzare-cittadini-protagonisti-di-un-progetto-di-prevenzione-vogliamo-un-estate-senza-punture.

Il Comune di Terracina, comunque, potrebbe inserire sul proprio sito Internet un’apposita sezione con i consigli per il contrasto delle zanzare.

Si dovrebbe poi effettuare una capillare attività di contrasto alla nascita delle zanzare nei cimiteri. A tal fine, i cittadini dovrebbero eliminare i sottovasi posti all’aperto, mantenere capovolti e svuotati dall’acqua tutti gli annaffiatoi eventualmente lasciati nei cimiteri, riempire di sabbia i vasi contenenti fiori finti qualora posti all’aperto, rimuovere l’acqua stagnante da ogni invaso o incavo eventualmente presente sulle tombe all’aperto.

Le imprese operanti nei cimiteri, invece, dovrebbero rimuovere dalle aree esterne secchi, bidoni, carriole, ecc. dopo l’uso o dopo eventuali precipitazioni atmosferiche, svuotarli sul terreno (e non nei tombini) e mantenerli capovolti, nonché ridurre al minimo il tempo di stoccaggio dei rifiuti nei cimiteri.

Si dovrebbe poi promuovere tra i cittadini ZanzaMapp, l’app che aiuta a localizzare e combattere le zanzare.

Nelle acque stagnanti pubbliche e private andrebbe inserito il Bacillus thuringiensis varietà Israelianensis, che elimina uova e larve delle zanzare. Ne bastano poche gocce e si trova pure al supermercato. Il Bacillus thuringiensis andrebbe inserito anche nei vasi portafiori presenti nei cimiteri.

Nei giardini pubblici si dovrebbe piantare la catambra, in grado di allontanare le zanzare, e si dovrebbe promuovere l’acquisto della catambra tra i cittadini. Altre piante repellenti per le zanzare sono l’eucalipto, il neem, nonché piante odorose come lavanda, menta, rosmarino.

Nei giardini pubblici andrebbero introdotte trappole per zanzare contenenti gambusie, pesci divoratori di larve di zanzara, facendo però particolare attenzione, perché la gambusia non è una specie autoctona e non va assolutamente diffusa nell’ambiente circostante, dato che minaccia la sopravvivenza delle specie native ed è un potenziale ospite di parassiti, che vengono poi trasmessi ai pesci nativi.

Si dovrebbe anche effettuare una mappatura ed una classificazione del territorio comunale per considerare il reale rischio di proliferazione della zanzara tigre, attuando un monitoraggio quantitativo dei livelli di infestazione di zanzara tigre.

I cittadini andrebbero coinvolti in sistemi di segnalazione delle fonti di infestazione di zanzara tigre.

I cittadini dovrebbero poi usare le ovitrappole contro le zanzare tigre, oppure andrebbe distribuito loro il polidimetilsiloxano, che non è un biocida.

Infine, il Comune dovrebbe organizzare iniziative in occasione della Giornata mondiale della zanzara e fornire informazioni alla cittadinanza su come riconoscere altre specie di zanzare non autoctone: la zanzara della febbre gialla (Aedes aegypti), che può trasmettere gli agenti virali della dengue, della chikungunya, della febbre gialla e di altre malattie, e la zanzara coreana (Aedes koreicus).

Gentile Sindaca, la invitiamo pertanto a fare PREVENZIONE: non autorizzi più le disinfestazioni notturne contro le zanzare ed attui quanto da noi richiesto.

Ci faccia sognare.

Terracina ha bisogno di frequentare il futuro.

P.S.

Ci siamo appena accorti che il Comune ha dato il via al primo ciclo di disinfestazioni: https://comune.terracina.lt.it/notizie/184974/calendario-disinfestazione.

La foto, pubblicata insieme con l’avviso, del disinfestatore con maschera antigas è più eloquente di mille parole.

Link alle precedenti lettere aperte:

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3019/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3021/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-seconda-parte

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3027/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-3

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3039/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-4

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3046/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-5

https://www.terracinanotizie.net/notizie/comunicati-stampa/3047/lettera-aperta-alla-sindaca-roberta-tintari-6

Marco Villa

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