Finalmente una buona notizia per Terracina. La riapertura della linea Priverno–Terracina potrebbe non essere più soltanto un auspicio.
I lavori propedeutici sono partiti e ci sono risorse pubbliche importanti destinate alla messa in sicurezza e al ripristino della linea.
È giusto riconoscerlo, ma proprio per questo bisogna mantenere lucidità: tra l’avvio dei lavori e la riapertura di una ferrovia c’è ancora molta strada.
Restano da affrontare la progettazione e la realizzazione delle opere, le procedure, il ricorso al TAR e l’eventuale variante, il tema della R4 (indica il rischio idrogeologico molto elevato), gli interventi di messa in sicurezza e i controlli necessari affinché le risorse stanziate si trasformino davvero in opere.
Il percorso è iniziato, ma il traguardo non è ancora raggiunto.
Servono quindi attenzione, serietà e controllo, non l’ennesima gara a chi arriva per primo davanti a una telecamera. Una ferrovia non si riapre con un comunicato stampa, una fotografia davanti a un cantiere o un post sui social.
Si riapre quando un treno torna a correre.
Sarebbe inoltre ingeneroso trasformare una storia lunga decenni nella competizione per attribuirsi la “ferrovia ritrovata”. Questa battaglia attraversa amministrazioni, maggioranze e opposizioni, e ha coinvolto amministratori, associazioni, comitati, pendolari e cittadini: persone che, in momenti diversi e spesso senza riflettori, hanno mantenuto viva l’attenzione su una linea rimasta ferma troppo a lungo.
A tutti va riconosciuto il proprio contributo. A ciascuno il suo.
Se un giorno il treno tornerà davvero a partire, il risultato sarà della città, dei pendolari, di chi ha bisogno di collegamenti efficienti, soprattutto con Roma, e delle generazioni future.
La ferrovia non appartiene a una parte politica né a una singola amministrazione. Non porta la tessera di partito. Porta persone.
Per questo, adesso, servono meno proclami e più attenzione: seguiamo i lavori, controlliamo tempi e procedure, verifichiamo l’utilizzo delle risorse e chiediamo conto di ogni eventuale ritardo o ostacolo.
Quando le opere saranno completate, il collaudo concluso e un treno tornerà davvero a correre tra Terracina e Priverno, allora festeggeremo tutti insieme.
Fino ad allora, niente medaglie.
Perché una ferrovia non si inaugura sui social. Si inaugura quando parte il treno.
E quel giorno basteranno quattro parole: “Il treno è tornato”.
Per il taglio del nastro non ci sarà problema. Ci sarà posto per tutti.
Arcangelo Palmacci
Segretario Azione Terracina

