Calcatore, Borgo Hermada, La Fiora, Badino, San Vito, Frasso, Campo Soriano e tutte le altre realtà del territorio meritano la stessa attenzione. Terracina ha bisogno di una visione unitaria, nella quale nessuno si senta cittadino di serie B.
C’è una Terracina che si vede e viene valorizzata: il centro storico, il lungomare, le attività commerciali e le zone turistiche. E poi c’è quella che troppo spesso viene dimenticata: Calcatore, Borgo Hermada, La Fiora, Badino, San Vito, Frasso, Campo Soriano, Pantani da Basso, San Silviano, Lungo Sisto, Macchia di Piano, Barchi e tutte le altre località e contrade del territorio.
Sono comunità fatte di famiglie, lavoratori, agricoltori, giovani e anziani, che contribuiscono ogni giorno alla crescita della città. Eppure, troppo spesso, le loro esigenze ricevono attenzione ( quando la ricevono) soltanto quando un problema diventa una protesta.
Il problema non riguarda soltanto l’amministrazione di oggi, ma un metodo che da troppo tempo privilegia gli interventi d’emergenza rispetto alla programmazione.
Buche, illuminazione, pulizia e manutenzione del verde sono questioni importanti, ma non bastano a descrivere le reali necessità del territorio. Ci sono anche i trasporti pubblici, la sicurezza stradale, i collegamenti con le scuole, la stazione ferroviaria di Monte San Biagio e i servizi sanitari, oltre alla mancanza di spazi per i giovani, impianti sportivi e servizi adeguati per gli anziani.
Il problema, quindi, non è soltanto la manutenzione, ma la qualità della vita.
Borgo Hermada, La Fiora, Badino, San Vito, il Frasso e le altre località non sono realtà marginali: fanno parte integrante di Terracina. La distanza geografica non deve trasformarsi in distanza dalle istituzioni.
Le comunità non possono diventare importanti soltanto quando si avvicinano le elezioni, tra promesse, fotografie e strette di mano.
La politica deve garantire una presenza costante, ascoltare i cittadini e dare risposte concrete. Non è accettabile che una segnalazione debba diventare virale sui social per ottenere attenzione o che i residenti debbano affidarsi a Facebook per sapere quando verrà risolto un problema.
Amministrare significa prevenire, programmare e stabilire priorità, tornando a incontrare direttamente chi vive nei quartieri e nelle contrade.
Per cambiare davvero metodo, Terracina dovrebbe dotarsi di un Piano pluriennale per le periferie e le frazioni, con interventi, risorse, scadenze e aggiornamenti pubblici.
Su questo intende impegnarsi Azione, in particolare attraverso il suo gruppo under 30, che ha già iniziato a lavorare.
L’obiettivo è costruire un percorso condiviso con gli abitanti, raccogliendo proposte ed esigenze per individuare le priorità di ogni zona: strade da sistemare, illuminazione da potenziare, interventi per la sicurezza, aree verdi da riqualificare, collegamenti da migliorare e spazi pubblici e sportivi da recuperare.
Un piano concreto, non un documento da lasciare in un cassetto, che permetta ai cittadini di conoscere gli interventi previsti e verificarne l’avanzamento.
Per questo Azione mette a disposizione un canale diretto, anche attraverso un indirizzo e-mail: azione.terracina@gmail.com dedicato, per raccogliere segnalazioni e proposte.
In breve, non si tratta di distribuire favori o di privilegiare una zona rispetto a un’altra, ma di garantire equità.
Un bambino di Borgo Hermada deve avere le stesse opportunità di chi cresce in centro. Un anziano che vive a La Fiora deve poter contare su collegamenti e servizi adeguati. Una famiglia del Frasso non deve sentirsi dimenticata e chi lavora nelle campagne deve poter contare su infrastrutture adeguate.
Sono esigenze che riguardano la dignità, i diritti e la qualità della vita di tutti i cittadini.
Terracina deve smettere di considerare le periferie come qualcosa di cui occuparsi soltanto dopo il centro, il lungomare e il turismo. Ogni quartiere, borgo e contrada deve rientrare in una strategia amministrativa unitaria, basata sull’ascolto, sulla programmazione e sulla responsabilità.
Perché una città non si misura soltanto dalla bellezza delle sue zone più conosciute, ma dalla qualità della vita di chi la abita, ovunque si trovi.
Non esistono cittadini di serie A e cittadini di serie B. Esistono cittadini di Terracina, tutti con gli stessi diritti e la stessa dignità.
Perché Terracina non finisce in centro: comprende ogni borgo, ogni quartiere e ogni contrada.
E nessuno deve sentirsi dimenticato.
Arcangelo Palmacci
Segretario di Terracina in Azione

