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Democrazia e Futuro sui lavori linea ferroviaria: Monte Leano è P4, prima di festeggiare la riapertura mostrate le carte

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Dopo quattordici anni Terracina attende finalmente il ritorno del treno. Il Governo ha stanziato 60 milioni di euro per il ripristino della linea, mentre a Monte Cucca -La Fiora sono partiti gli interventi di mitigazione del rischio da caduta massi, sostenuti con 10 milioni di fondi regionali nell'ambito di un intervento complessivo da 15 milioni. La Regione Lazio li ha definiti una condizione imprescindibile per il ripristino della circolazione ferroviaria.

Ma prima di considerare la riapertura un risultato acquisito, c'è una domanda alla quale qualcuno deve rispondere: e Monte Leano?

Monte Leano è P4: cosa vuol dire?

La cartografia della pericolosità da frana dei Piani di Assetto Idrogeologico (PAI) consultabile attraverso ISPRA evidenzia nell'area di Monte Leano settori P4 - Pericolosità Molto Elevata. Spieghiamolo senza tecnicismi.

P4 è la classe più elevata di pericolosità da frana. R4 significa invece “Rischio Molto Elevato”. Non sono la stessa cosa: P4 descrive la pericolosità del territorio; il rischio tiene conto anche delle persone e delle infrastrutture esposte.

E sotto il versante di Monte Leano insistono la S.S. 7 Appia e il corridoio ferroviario Fossanova - Terracina. Noi abbiamo documentato la P4. Non attribuiamo invece autonomamente alla ferrovia una classificazione R4. Chiediamo agli enti che possiedono gli atti di dirci se esista e dove.

La domanda è dunque precisa: qual è il rischio ufficialmente classificato in corrispondenza della ferrovia e dell'Appia? Esistono aree R4?

Monte Cucca è stato affrontato. E Monte Leano? 

Su Monte Cucca la questione della caduta massi è stata considerata tanto seria da determinare un intervento specifico. Il progetto riguarda il tratto ferroviario dal km 113+800 al km 114+800 in località La Fiora. Comune di Terracina

Lo stesso Comune, già nel 2024, riferiva che la disponibilità di RFI alla riapertura e l'investimento stimato erano subordinati alla messa in sicurezza di Monte Cucca. Comune di Terracina

Allora chiediamo: quali studi sono stati effettuati su Monte Leano, dove la cartografia PAI evidenzia aree P4?

Sono state analizzate eventuali traiettorie di caduta massi verso la ferrovia? È stata verificata l'interferenza con il sedime ferroviario? Qual è la classificazione del rischio? Sono previste reti, barriere paramassi, consolidamenti, monitoraggio o altri sistemi di protezione, oppure gli studi hanno stabilito che non sono necessari?

Non chiediamo rassicurazioni. Chiediamo documenti.

Attenzione: i lavori potrebbero finire e il treno non essere ancora nelle condizioni di partire

È questo il punto che i cittadini devono conoscere.

Esiste un'autorità nazionale per la sicurezza ferroviaria: ANSFISA - Agenzia Nazionale per la Sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture Stradali e Autostradali.

Il D.Lgs. 50/2019, che recepisce la direttiva europea sulla sicurezza ferroviaria, disciplina le responsabilità per il funzionamento sicuro del sistema e il controllo dei rischi. Il Regolamento UE 402/2013 disciplina il metodo comune di valutazione del rischio.

Il D.Lgs. 57/2019, invece, disciplina l'interoperabilità e la messa in servizio dei sottosistemi ferroviari. Le linee guida ANSFISA sono chiarissime sul punto: per aprire al pubblico esercizio linee nuove, rinnovate o ristrutturate interessate da queste procedure occorrono le autorizzazioni previste; ANSFISA valuta, tra l'altro, compatibilità tecnica e integrazione in condizioni di sicurezza.

Tradotto:

si potrebbero anche completare materialmente i lavori sulla ferrovia, ma questo non significa automaticamente che il giorno dopo possano partire i treni.

Se nell'iter tecnico e autorizzativo applicabile emergessero requisiti di sicurezza ancora da soddisfare, l'apertura al pubblico esercizio dovrebbe attendere il loro superamento.

E non siamo noi a sostenere che l'adeguamento sia una formalità: lo stesso Comune di Terracina ha scritto che il ripristino dell'infrastruttura è reso «particolarmente complesso e oneroso» dalla necessità di adeguarla alle attuali normative nazionali ed europee in materia di sicurezza e operatività.  Comune di Terracina

Ecco perché Monte Leano va chiarito adesso, non quando saranno terminati i lavori.

Sindaco e politici: smentiteci, ma carte alla mano

Democrazia e Futuro si rivolge al Sindaco di Terracina, all'Amministrazione comunale e ai rappresentanti politici territoriali, regionali e nazionali che hanno annunciato, sostenuto o rivendicato il percorso verso la riapertura.

Avete comunicato finanziamenti e passi avanti. Adesso rispondete su Monte Leano. Monte Leano è stato valutato? Mostrate gli studi.

La P4 non determina criticità per la ferrovia? Mostrate le valutazioni. Non esistono aree R4 che interessano il tracciato? Mostrate la cartografia.

Il possibile distacco di materiale dal versante non può interessare i binari? Mostrate le analisi tecniche. Sono necessarie protezioni? Dite quali. Non sono necessarie? Mostrate lo studio che lo conclude. Smentiteci pure. Ce lo auguriamo. Ma smentiteci carte alla mano.

C'è anche una responsabilità politica

Nessuno sta attribuendo responsabilità penali a qualcuno. Quelle possono essere accertate esclusivamente nelle sedi competenti e sulla base di fatti concreti. Ma esiste una questione di responsabilità politica.

Chi presenta pubblicamente la riapertura come un risultato ormai acquisito si assume politicamente la responsabilità delle proprie dichiarazioni. Se, dopo il completamento dei lavori, emergessero ulteriori condizioni di sicurezza da soddisfare prima dell'effettiva apertura all'esercizio, sarebbe quindi del tutto legittimo chiedere conto politicamente di quanto era stato annunciato ai cittadini.

Il Codice penale, peraltro, tutela espressamente la sicurezza ferroviaria: l'art. 432 riguarda gli attentati alla sicurezza dei pubblici trasporti e l'art. 449 contempla il disastro ferroviario colposo. Ciò non significa che tali reati siano configurabili nella situazione attuale, e sarebbe scorretto sostenerlo senza fatti specifici; dimostra però quanto l'ordinamento consideri rigorosamente la sicurezza del trasporto ferroviario.

Democrazia e Futuro vuole il treno e vuole che i 60 milioni di euro producano finalmente il risultato che Terracina attende dal 2012.

Ma proprio per questo poniamo la domanda prima, non dopo: Monte Leano è stato valutato fino in fondo nel percorso che dovrà portare alla riapertura? 

Se sì, mostrate le carte e chiudiamo la questione. Se no, è meglio scoprirlo oggi che a lavori ultimati.

Democrazia e Futuro Terracina
Il Presidente e Coordinatore Provinciale di Europeisti.eu
Riccardo Esposito 

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