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La Penna (PD) sull'emendamento approvato dal Consiglio regionale del Lazio che avvia l'iter per la realizzazione di un nuovo polo ospedaliero

il consigliere regionale: Sì a discuterne, no al metodo. Non si può cancellare un vincolo con un emendamento dell’ultimo minuto

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Non siamo contrari, in linea di principio, all’idea di realizzare un nuovo polo ospedaliero a servizio dei territori di Terracina e Fondi. È una proposta che negli anni è stata avanzata da più parti e sulla quale è possibile e necessario aprire una riflessione seria. Quello che non convince, invece, è il metodo scelto per intervenire sui vincoli ambientali.

È questa la posizione del consigliere regionale del Partito Democratico Salvatore La Penna, che interviene in merito all’emendamento alla variazione di bilancio, approvato a maggioranza dal Consiglio regionale del Lazio con il voto contrario di tutte le opposizioni, che modifica la perimetrazione del Parco Monti Ausoni e dispone la cessazione del vincolo sul Monumento naturale Lago di Fondi, con l’obiettivo indicato nell’atto di implementare e potenziare le infrastrutture destinate alla sanità pubblica.

In Consiglio – spiega La Penna – ho sottolineato innanzitutto un dato: questo emendamento non ha fatto il percorso nelle commissioni ed è arrivato come articolo aggiuntivo nel corso dell’esame della variazione di bilancio. Attraverso questo intervento si riperimetra il Parco naturale degli Ausoni e si dichiara cessato il vincolo sul Monumento del Lago di Fondi. Si tratta di una modifica molto rilevante, che incide su un’area dalla storia urbanistica molto complessa, che avrebbe richiesto un confronto ampio e approfondito; ci chiediamo inoltre se siano state prese in considerazione altre opzioni riguardo a siti ancora più baricentrici e non gravati da vincoli di alcun tipo.

La Penna distingue quindi il merito dal metodo: sul nuovo polo ospedaliero il confronto è possibile, ma non è questo il modo di affrontare una scelta così importante per il territorio. 

Se l’obiettivo è arrivare a una nuova struttura sanitaria pubblica a servizio delle comunità di Terracina e Fondi e di tutto il comprensorio, siamo disponibili a discuterne. Ma un intervento di questa portata ha bisogno di una programmazione larga e di una riflessione comune. Bisogna chiarire il progetto, i tempi, le risorse, l’impatto sul territorio e soprattutto come si intenda organizzare la rete ospedaliera del comprensorio. Non si può pensare di affrontare una questione così delicata e ampia attraverso un emendamento dell’ultimo minuto, senza un adeguato passaggio nelle commissioni e senza una discussione complessiva.

Il consigliere regionale richiama anche la necessità di non perdere di vista la situazione attuale della sanità nel territorio. La realizzazione di un nuovo polo ospedaliero richiederebbe infatti un percorso lungo, mentre Terracina e Fondi hanno oggi due presidi che continuano a garantire servizi alle rispettive comunità.

C’è un tema che non possiamo eludere - aggiunge. - Anche se si decidesse di avviare il percorso per la nuova struttura, destinata ad assorbire i due attuali presidi, sappiamo che parliamo di un progetto che richiede anni. Nel frattempo ci sono il Fiorini di Terracina e il San Giovanni di Dio di Fondi. Non possiamo pensare che i problemi e le necessità di questi due ospedali vengano semplicemente congelati in attesa del nuovo polo. La programmazione deve tenere insieme il futuro e il presente garantendo oggi servizi, personale, investimenti e qualità dell’assistenza.

Non abbiamo un’opposizione pregiudiziale all’idea di un nuovo polo ospedaliero tra Fondi e Terracina e siamo pronti a confrontarci sul progetto» ribadisce. «Ma proprio perché si tratta di un’opera strategica per il territorio servono trasparenza, programmazione e confronto. Il metodo scelto dalla maggioranza non è quello che riteniamo corretto. Non si può riperimetrare un parco e far cessare un vincolo ambientale con un colpo di accetta e senza una discussione adeguata.

Adesso la Regione – conclude il consigliere dem – chiarisca fino in fondo quale progetto intende portare avanti, con quali risorse e quali tempi, e come intende garantire nel frattempo il futuro degli ospedali di Terracina e Fondi.

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