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Il progetto "Luminis" di Mario Carlo Iusi illuminerà la città e Monte S. Angelo per la prima volta

Dal 12 luglio al 31 agosto, al Santuario di Monte S. Angelo, l’Oratorio dell’Angeletto apre in notturna per visite particolari agli affreschi medioevali, illuminati in chiave artistica e contemporanea

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Dal 12 luglio al 31 agosto 2025, il grande progetto itinerante “LUMINIS” dell’artista Mario Carlo Iusi illumina anche Terracina e Monte Sant’Angelo, nell’area archeologica del c.d. Tempio di Giove Anxur. Grazie alla Fondazione Città di Terracina e con il patrocinio del Comune di Terracina, infatti, l’Oratorio benedettino dell’Angeletto e i suoi affreschi medioevali da poco restaurati si vestono delle installazioni realizzate ad hoc da Iusi.

L’iniziativa si svolge in collaborazione con l’Associazione Culturale Semeion.

La tappa di Terracina del progetto arriva dopo le realizzazioni di Iusi alle mura ciclopiche di Alatri, ai cisternoni romani di Albano Laziale, nel Barrio Gotico di Barcellona, e alla vigilia, a settembre, di un’installazione monumentale a Roma, ancora non annunciata nei dettagli.

È sabato 12 luglio, a partire dalle ore 20:00, il vernissage di “LUMINIS” all’Oratorio dell’Angeletto di Terracina, con conferenza stampa e prima accensione, in presenza dell’artista, della stampa e delle istituzioni.

A seguire, ogni giovedì, dal 17 luglio fino al termine della mostra, si terranno le visite in notturna all’Oratorio illuminato per il pubblico: i visitatori, accompagnati dal personale della Fondazione Città di Terracina e talvolta dall’autore, potranno ammirare le pitture murarie con i ritratti di San Silviano e della Vergine con gli Arcangeli Gabriele e Michele, in dialogo con sette cornici luminose dal valore artistico e rivelatore, scoprendo anche le antiche sostruzioni romane.

La prenotazione è obbligatoria (costi: intero 15 euro; ragazzi 11-18 anni, 5 euro; bambini fino a 10 anni gratis; t. 0773/359346, 335/1659813, info@fondazioneterracina.it).

Sorto all’interno di una antica struttura “romana” del II secolo a.C. nota come “Piccolo Tempio” (forse dedicata alla arcaica dea Feronia), l’Oratorio cristiano di Monte Sant’Angelo ne occupa, riutilizzandolo, l’ambiente di maggiori dimensioni: un corridoio trasformato dai monaci in luogo di culto cristiano. Sarà comunque accessibile e visitabile la rimanente parte dell’antico santuario, con le sette grandi arcate costruttive collegate tra di loro da piccole porte ad arco.

Non solo. Un recente intervento di restauro conservativo dell’Oratorio ha restituito alla collettività un ciclo di affreschi di straordinaria rilevanza storico-artistica, databile tra il VI e l’XI secolo, tra cui una delle più antiche raffigurazioni di San Silviano.

Il recupero, curato dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, è stato eseguito con tecnologie avanzate e metodologie non invasive, come laser e prodotti biologici, che hanno permesso di rimuovere incrostazioni calcaree, secolare sporcizia e scritte vandaliche.

Anche in questa tappa di “LUMINIS” all’Oratorio dell’Angeletto, tra i luoghi più densi di storia, arte e spiritualità del Lazio, Mario Carlo Iusi realizza un intervento site specific reversibile e ad alta valorizzazione visiva. 

La luce non è decorazione» afferma l’artista «ma atto critico, strumento di svelamento, tensione tra presenza e assenza. È linguaggio poetico che rilegge il patrimonio architettonico, trasformandolo in un’esperienza sensoriale e contemplativa contemporanea.

L’installazione si distingue per il rispetto e l’estrema tutela del luogo e degli affreschi riemersi.

Le cornici luminose sono posizionate a distanza dalle superfici affrescate, senza alcun contatto diretto - spiega l’artista di “LUMINIS”. - I supporti sono autoportanti e dotati di protezioni in gomma. 

Inoltre - continua Iusi - l’illuminazione a LED esalta con sobrietà e precisione i dettagli pittorici. L’accensione dell’opera avverrà esclusivamente in presenza di visitatori, tramite comando manuale, così da minimizzare l’impatto luminoso e preservare la fragilità del contesto storico.

Oggi, l’Oratorio benedettino dell’Angeletto rappresenta una testimonianza unica nel panorama artistico e archeologico del Lazio, per la straordinaria stratificazione storica e architettonica e la qualità degli affreschi antichi - sottolinea Francesco Di Mario, presidente della Fondazione Città di Terracina. - È nostra profonda volontà mostrare al pubblico, anche attraverso il progetto di Iusi, quanto la visita a questo luogo sia un’esperienza irripetibile, di grande impatto emozionale, oltre che di valore storico-artistico. Ringrazio il Dott. Alessandro Betori, Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Frosinone e Latina, e le funzionarie Chiara Arrighi e Monica Di Gregorio per averci attivamente accompagnato e sostenuto in questa splendida avventura.

Ho avuto modo di apprezzare una precedente installazione di Mario Carlo Iusi, e per questo accolgo con grande piacere e con entusiasmo l’arrivo di “Luminis” a Terracina - dichiara il sindaco di Terracina Francesco Giannetti. - Si tratta di un progetto innovativo estremamente interessante  e affascinante, che sono certo catturerà i visitatori e renderà ancor più straordinari gli affreschi medievali dell’Oratorio dell’Angeletto.

MARIO CARLO IUSI (Alatri, 1995) è un artista e teorico dell’arte contemporanea. Laureato in Filosofia all’Università "La Sapienza" di Roma, ha elaborato la teoria “Semeion”, alla base del progetto LUMINIS, fondata sull’uso di “oggetti semplici” che – attraverso luce, spazio e colore – generano forme espressive in continuo mutamento. Ha esposto alla Biennale d’Arte Contemporanea di Alatri, al Fuorisalone di Milano, al Museo Cambellotti di Latina, alla Mucciaccia Gallery di Roma, e alla Fondazione Pistoletto, dove ha preso parte a una residenza artistica nel luglio 2024. Nel 2023, in collaborazione con l'Associazione Culturale Artivazione, vince il bando "Lazio Contemporaneo 2022" con il Progetto LUMINIS, finanziato nel 2024. LUMINIS nasce dall'intuizione dell'artista sull'effetto trasformativo della luce sulle opere materiche, sperimentando l'interazione tra cornici luminose ed elementi architettonici storici. Le installazioni, collocate sulle antiche mura ciclopiche di Alatri, i Cisternoni di Albano Laziale e il Barrio Gotico di Barcellona, creano un dialogo tra spazio, luce e memoria, superando la dicotomia tra contenitore e contenuto.

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