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L'associazione Caponnetto in merito alla campagna elettorale in città

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È consuetudine della nostra Associazione raccomandare a tutti i partiti, in occasione di competizioni elettorali di qualsiasi livello - comunale, regionale o nazionali - di tenere lontano dalle proprie liste e dall’attività politica ed elettorale, persone condannate, anche se non in via definitiva, rinviate a giudizio o indagate per reati contro la pubblica amministrazione, reati commessi nello svolgimento di incarichi pubblici, o anche semplicemente sospettate di avere legami con la malavita organizzata.

Un indicazione di semplice buon senso e di rispetto dell’elettorato che alcuni, pochi in verità, hanno fatto propria, mentre per altri sembra quasi che tali caratteristiche costituiscano curriculum. 

Come Associazione che si batte contro le illegalità e le mafie riteniamo che netto debba essere il taglio con ogni forma di illegalità a tutti i livelli da parte della politica.

In tale contesto non possiamo non entrare nel merito di quanto sta accadendo in questi giorni a Terracina nello svolgimento della campagna elettorale per le prossime elezioni politiche. Terracina già nella campagna elettorale amministrativa del 2016, sulla base di dichiarazioni di pentiti, e sulla base di controlli fatti sul campo dagli organi di Polizia Giudiziaria, si trovava al centro di un’indagine sul voto di scambio tuttora ancora non conclusa, per non parlare delle vicende dell’ex Deputato Maietta ed i rapporti con i clan Di Silvio a Latina per cui è coinvolto in diversi processi e dei risvolti della recente operazione “Free Beach.

Fatti che dovrebbero consigliare alle forze politiche terracinesi la massima cautela nella scelta dei candidati e nella gestione della propria campagna elettorale. Siamo però costretti a constatare che il buon senso e il concetto di rispetto delle istituzioni e della comunità che si va governare non è cosa diffusa.

Siamo rimasti infatti sconcertati dal vedere l’ex vice sindaco di Terracina Pier Paolo Marcuzzi, che sebbene persona attualmente non sottoposta ad alcuna restrizione giudiziaria, è stato arrestato due volte e costretto a dare le dimissioni dall’incarico, con a carico processi per “rivelazione di segreto d’ufficio per la lottizzazione Pro Infantia, falso ideologico in atto pubblico, tentata truffa aggravata e turbativa d’asta in relazione ai presunti danni riportati dalla tribunetta dello stadio di Borgo Hermada nell’ambito del tifone del 2018, (cit. Latina.tu) oltre induzione indebita a dare o promettere utilità a fini elettorali, vestito come un ultras con cappellino con sopra fiammante il simbolo di Fratelli D’Italia, al centro della foto di propaganda del gazebo elettorale dello stesso partito, unitamente ad un altro ex vice sindaco, alla candidata al parlamento nonché consigliera comunale appena decaduta Barboni, e a tutto il noto gruppo dirigente locale.

Ognuno è indubbiamente innocente fino al terzo grado di giudizio, ma opportunità ed eticità vorrebbero che un partito chi si candida addirittura al governo del paese, si presenti nelle piazze italiane con esponenti di specchiata onestà e non certo con soggetti dal curriculum di siffatto spessore, alimentando quell’inquietante e preoccupante velo di sospetto sul reale concetto di legalità e trasparenza nella gestione della cosa pubblica che ormai aleggia sull’intero territorio pontino, avvelenandone il tessuto sociale ed economico.

E di questo quanti stanno affrontando questa campagna elettorale tacendo su quanto avvenuto negli ultimi due anni sul territorio, ne portano una grave responsabilità.

Per la Sezione Area Pontina
Il Responsabile
Vittorio Marzullo

per La Segreteria Nazionale
La Segretaria
Simona Ricotti

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