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Norcia (Lega): venga revocato incarico al direttore Amici

La Redazione
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Sia revocato il mandato al direttore dell’Azienda speciale, Carla Amici, in linea con il Consiglio di amministrazione dell’ente strumentale e il Revisore dei conti.

Lo chiede, in una mozione, il consigliere al Comune di Terracina e alla Provincia di Latina della Lega, Sara Norcia, alla luce del rinvio a giudizio dalla Corte dei Conti, tra l’altro, sul contratto applicato al Direttore dell’Azienda, nonché consulente dell’ente strumentale.

La giunta Tintari conferma la propria fiducia al direttore Amici e con una delibera di indirizzo al CdA dell’ente strumentale chiede entro 15 giorni di ripristinare la regolarità sia sull’applicazione del contratto del Direttore generale dell’Azienda speciale sia sul recupero della retribuzione corrisposta negli ultimi cinque anni che al recupero delle somme corrisposte per le attività di consulenza esercitata negli ultimi cinque anni, incassando il credito derivante dalle attività a favore del bilancio dell’Azienda speciale e accantonando lo stesso in un apposito fondo dedicato, - argomenta Norcia, secondo la quale

Non c’è nessun mea culpa dalla giunta Tintari? Sarà un caso, ma la Corte dei Conti ha risposto indirettamente ad una delle tante richieste messo nero su bianco in uno degli ultimi accessi agli atti negate dal direttore Carla Amici: chi fosse il consulente dell’Azienda speciale. Come è possibile che il Direttore generale dell’Azienda fornisca consulenza all’ente strumentale che garantisce lo stipendio e i contributi previdenziali? Non esiste nessun consulente iscritto negli ordini professionali di Terracina in grado di garantire tali servizi? Dov’erano l’amministrazione comunale e il Consiglio di amministrazione? Perché non si è intervenuti in precedenza? Questo fa sì che non c’è un monitoraggio continuo e approfondito sugli atti prodotti, arrecando danno solo per ora all’immagine di Terracina, - sottolinea Norcia, che conclude

Si necessita di un cambio di passo sia nella gestione sia nella governance dell’Azienda speciale, troppi punti interrogativi aleggiano sia sulla gestione degli arenili sia sullo scandalo dei bagnini. Va salvaguardato il personale e le professionalità aziendali, ma si cambi rotta prima che sia troppo tardi. Altrimenti ci penseranno ancora la magistratura e gli investigatori.

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