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Parliamo di mafie. E non solo

| di Marco Villa
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
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Prima di tutto, auguriamo buona Pasqua ai nostri lettori.

Sulle recenti vicende cittadine in tema di legalità non ci esprimiamo: sono in corso indagini della magistratura.

Però parliamo di mafie.

E non solo.

A nostro avviso, in tema di legalità sul nostro territorio il vero bubbone, sebbene non se ne parli o se ne parli molto poco, sono le agromafie, con tutti gli annessi e connessi:

- caporalato;

- immigrazione clandestina;

- riduzione di persone in regime di semi-schiavitù;

- violazione di diritti umani;

- spaccio di sostanze stupefacenti (per consentire ai semi-schiavi di reggere i ritmi lavorativi nelle serre e nelle campagne);

- casi di molestie sessuali nei confronti di braccianti straniere;

- evasione fiscale e contributiva;

- affitti in nero e con seri dubbi sul rispetto delle norme igienico-sanitarie;

- manovalanza alloggiata nei campi in ricavi di fortuna senza servizi igienici, energia elettrica, ecc.

Senza considerare gli impatti sul territorio derivanti dall’agricoltura industriale:

- uso di fertilizzanti e pesticidi che finiscono nelle acque interne e marine (ci chiediamo perché Goletta Verde, dopo tanto tempo, non si decida una buona volta a rilevarne la presenza in mare – chissà perché è da anni che non rinnoviamo l’iscrizione...);

- sparizione degli insetti (fondamentali per l’equilibrio dell’ecosistema);

- allagamenti ed altri fenomeni estremi derivanti dal fatto che il terreno, impermeabilizzato dalle troppe serre, non assorbe più le piogge.

Il tutto consentito e favorito dall’UE e dalla PAC, la politica agricola comunitaria.

Perché di tutto ciò non se ne parla o se ne parla molto poco?

Prima di tutto perché questa situazione va bene ai politici.

I partiti di una certa parte, infatti, hanno ragionato sul breve-medio periodo, puntando al voto degli imprenditori agricoli, mentre i partiti dell’altra parte hanno riflettuto sul lungo termine, puntando al voto della manovalanza straniera (chissà perché è ricicciato lo ius soli...).

Inoltre, tutte le forze politiche prevalenti e/o presenti sul territorio sono europeiste e neoliberiste, per cui sono convinte che il mercato ed i privati siano magicamente in grado di autoregolarsi perfettamente e ritengono che siano corrette le politiche di austerity di matrice europea che comportano tagli alle risorse del Consorzio di Bonifica (che dovrebbe prevenire gli allagamenti ed i fenomeni estremi).

Le polemiche che abbiamo letto online recentemente, invece, ci hanno fatto tornare alla mente dei manifesti affissi nel 2015, prima dell’insediamento della commissaria prefettizia Ocello.

Su quei manifesti c’era scritta questa frase: «Terracina è la città più bella del mondo».

Ci siamo sempre chiesti: ma chi ha fatto stampare quei manifesti, è mai stato a Venezia o a Praga, giusto per citare due città stupende?

Il problema è che a livello locale, a causa del provincialismo imperante, si continua a ritenere Terracina l’ombelico del mondo.

Automaticamente, si pensa che le mafie abbiano interesse ad investire nel nostro territorio.

Le mafie sono anni luce avanti.

Stanno già pensando a come arricchirsi con il mondo che verrà.

Vendite di medicinali (tra cui vaccini) contraffatti?

Criptovalute?

Acquisto di pacchetti azionari di BlackRock, Vanguard e State Street (chiiii?!?)?

Sfruttamento del capitalismo dei disastri?

Controllo e smercio delle terre rare?

La ‘ndrangheta fa affari con le Triadi cinesi in Congo (Attanasio, Iacovacci, Congo, vi ricordano qualcosa?).

Il nostro territorio, in queste dinamiche, ci rientra in qualche modo?

Il mondo non è cambiato, è cambiatissimo.

A Terracina si ritiene che le mafie vogliano investire nel turismo locale?

Quale turismo, se è moribondo?

Nel nostro territorio?

E anche se fosse, la soluzione è semplicissima (strano che i neoliberisti non ci pensino: la risposta è il mercato).

In economia, la “legge di Gresham” afferma che «la moneta cattiva scaccia quella buona».

Noi riteniamo che sia vero il contrario: l’economia buona scaccia quella cattiva.

Non si vogliono speculazioni legate al turismo nel nostro territorio?

La soluzione è semplice: basta trasformare Terracina nel quartiere Prati della città di Roma. E lo possono fare i terracinesi.

Fino a circa 20 anni fa Prati era il quartiere degli studi legali, dato che è il quartiere dei tribunali.

Nel corso degli anni, però, al posto o accanto alle insegne degli studi legali ai portoni dei palazzi sono apparse anche le insegne dei bed & breakfast, che sono diventati numerosissimi.

Ecco, i terracinesi dovrebbero convertire le loro seconde case in bed & breakfast, in modo da “scacciare” l’economia cattiva.

Tra l’altro, adesso si è anche creato il mercato dei lavoratori in smart working che amano trasferirsi in amene cittadine, il che favorirebbe pure la destagionalizzazione del nostro turismo.

Oppure i terracinesi preferiscono tenere le loro seconde case sfitte?

Oppure ancora preferiscono affittarle solo per circa due settimane a cavallo di Ferragosto, salvo poi lamentarsi che a Terracina non viene il turista di qualità?

Ecco, noi vorremmo che la politica locale, ma anche la società civile e la classe dirigente, la cosiddetta “intellighenzia”, facessero meno polemiche, vedessero meno minacce future e si accorgessero, invece, del bubbone, del cancro che nel frattempo, da una trentina d’anni a questa parte, si è installato ed insediato nel nostro territorio, cioè l’agricoltura industriale e le agromafie.

Tra l’altro, se le polemiche sono finalizzate a mettere in difficoltà l’amministrazione comunale, noi preferiamo incalzarla su altre questioni.

L’anno scorso abbiamo scritto una serie di lettere aperte alla sindaca.

Che cosa è stato fatto nel frattempo?

È stata introdotta una moneta complementare?

Sono stati aperti dei tavoli di concertazione con i Comuni dell’entroterra per promuovere il turismo di prossimità?

Sono state fatte pressioni sul governo per approvare il Piano di salvezza nazionale, che prevede l’istituzione di banche pubbliche, l’emissione di statonote o biglietti di Stato, l’introduzione di certificati di credito fiscale e di conti di risparmio pubblici con somme trasferibili?

Online, poi, abbiamo visto che l’amministrazione ha trascurato completamente la prevenzione primaria, limitandosi ad adottare misure di prevenzione secondaria quali la fornitura di mascherine e saturimetri e l’allestimento di aree nelle quali effettuare tamponi.

È stata fatta informazione su come rafforzare il sistema immunitario, ad esempio con vitamina C, vitamina D, le vitamine del gruppo B, zinco, selenio, magnesio, ecc.?

È stata fatta informazione sulle efficacissime e validissime cure esistenti (non certo tachipirina + attesa vigile come previsto dai protocolli ministeriali)?

È stata fatta informazione sulle associazioni Ippocrateorg e Terapia domiciliare Covid-19 che forniscono assistenza e consulenze gratuite ai malati che restano a casa?

È stata fatta informazione sull’efficacia (o sulla dannosità) delle mascherine?

È stata fatta informazione sull’efficacia dei tamponi, ad esempio sul fatto che il loro inventore, Kary Mullis, sosteneva che non erano idonei per finalità diagnostiche, nonché sul fatto che oltre i 25 cicli di replicazione del DNA i risultati diventano totalmente inattendibili?

È stata fatta informazione sui cosiddetti “vaccini”, al fine di favorire il consenso informato dei cittadini?

Ad esempio, è stata fatta informazione sul fatto che la loro sperimentazione non è stata ancora ultimata, per cui i cittadini fanno da cavie?

È stata fatta informazione sugli effetti collaterali a breve e a medio-lungo termine?

È stata fatta informazione sulle eventuali controindicazioni in gravidanza?

È stata fatta informazione sulle eventuali interazioni con altri farmaci?

È stata fatta informazione sugli eventuali effetti negativi sulla fertilità?

È stata fatta informazione sulle sentenze del Consiglio di Stato che hanno ordinato all’AIFA di consentire la somministrazione dell’idrossiclorochina, che hanno imposto al governo di riscrivere i protocolli per le terapie domiciliari e che hanno sancito che non c’è obbligo di mascherina per i bambini a scuola?

Non ci risulta che la nostra amministrazione comunale abbia brillato nel fornire tali informazioni.

A Terracina in Consiglio ed in Giunta è maggioritario Fratelli d’Italia, l’unico partito, assieme a Sinistra Italiana, che in Parlamento fa opposizione all’attuale governo, eppure l’amministrazione comunale è totalmente appiattita su un’agenda che viene dettata a livello internazionale.

Di conseguenza ci chiediamo:

1) è da “fratelli” seguire pedissequamente e supinamente un’agenda che viene dettata a livello internazionale?

2) è sovranista o nazionalista un partito che segue pedissequamente e supinamente un’agenda che viene dettata a livello internazionale?

Ma anche allargando lo sguardo a tutti gli altri partiti, il panorama è desolante.

Che cosa pensano, i politici locali, di accaparrarsi qualche briciola che cade dalla tavola imbandita?

Non lo sanno che, grazie ai casaleggiani, sarà sempre più difficile entrare nelle istituzioni (ammesso che sia questa una possibile briciola), perché con il taglio dei parlamentari per aumentare la democrazia si sono invece rafforzati i poteri dei segretari di partito nello scegliere chi potrà candidarsi ed in quale posto della lista?

Lo ripetiamo: sono tutti europeisti e neoliberisti.

Tutti.

Lega, Fratelli d’Italia, Forza Italia, PD, M5S, LeU (L’EU – nomen omen), + Europa (nomen omen), Europa Verde (nomen omen), ecc., ecc.

Nella Costituzione italiana del 1948 non c’è traccia di neoliberismo.

Che sia questo il vero virus?

Marco Villa

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