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L’Italia deve tornare ad essere un Paese per giovani dentro

| di Marco Villa
| Categoria: Comunicati Stampa | Articolo pubblicato in Spazio Aperto
STAMPA

Recentemente sugli organi di stampa locali abbiamo letto articoli relativi alle preoccupazioni della sindaca di Terracina in merito all’epidemia da coronavirus.

Si ipotizzava una possibile chiusura delle scuole, che poi non è stata attuata.

Alla sindaca vorremmo far notare alcune cose.

Prima di tutto, per entrare in una fabbrica, in un ente pubblico, in un museo (quando erano aperti...), è obbligatorio sottoporsi alla rilevazione della propria temperatura.

All’ospedale di Terracina tutto ciò non avviene: basta entrare dalle uscite d’emergenza.

I cosiddetti “ospedali Covid” ricevono cospicue risorse finanziarie per operare; di conseguenza, non dovrebbe essere poi così complicato, quanto meno dal punto di vista economico, posizionare degli addetti alla rilevazione delle temperature presso le uscite d’emergenza del nosocomio.

Si potrebbero anche creare dei posti di lavoro, che in questa fase di pesante crisi economica sarebbero utilissimi.

In secondo luogo, segnaliamo che in città circolano troppe persone anziane.

Il che rappresenta una vera e propria beffa: il Paese viene chiuso, attività commerciali falliscono, gli studenti universitari non possono recarsi negli atenei, i giovani devono rinunciare alla loro vita sociale, ecc., ecc.; tutto ciò per tutelare le persone anziane, le più colpite dall’epidemia, e queste ultime che cosa fanno?

Anziché stare a casa, escono.

È facilissimo incontrarle. A volte formano dei gruppi che conversano tranquillamente sui marciapiedi (e il distanziamento sociale?), molto più spesso svariati di loro stanno seduti insieme ai tavoli dei bar.

Lo ripetiamo: tutto ciò è una beffa!

Proprio coloro che dovrebbero dare dimostrazione di maggiore saggezza, derivante dall’età, in realtà si comportano da veri e propri incoscienti.

Certo, i centri anziani sono chiusi, però qualcuno dovrebbe pur dire loro che È MEGLIO che restino a casa.

E visto che i centri anziani sono chiusi, il consigliare loro di stare a casa dovrebbe essere trasmesso dagli ex sindacati dei lavoratori, ormai diventati sindacati dei pensionati.

Non si può fermare un Paese per tutelare le persone anziane, e poi lasciare che queste ultime escano tutti i giorni perché NON VOGLIONO restare a casa.

Senza considerare certi veri e propri corto circuiti mentali di alcuni vecchi saggi – come, per fare un esempio su tutti, Piero Angela – che chiedono l’intervento dell’esercito per far rispettare l’obbligo di indossare la mascherina, e poi non vogliono assolutamente saperne del fatto che alle persone anziane sia consentito di uscire da casa solo quando è strettamente necessario.

Certo, restare a casa per una persona anziana è pesante: i palinsesti televisivi, quanto meno della tv di Stato, sono predisposti appositamente per loro (chi, se non gli anziani, ormai continua a vedere la tv?), ma quei palinsesti sono così noiosi, e anche così ansiogeni, che capiamo perfettamente il loro stato d’animo ed il loro bisogno di fare qualcos’altro, però...

Però, al di là di Internet che per chi è anziano è un pianeta sconosciuto, ci sono anche i libri.

Già, ma nella nostra città solo da poco tempo è stata aperta una seconda libreria.

Una città di 45.000 abitanti con due sole librerie...

E con un mega teatro che viene utilizzato per proiettare le partite di Champions League...

Però ci sono state persone anziane che hanno sfruttato benissimo il periodo del confinamento primaverile per leggere il più possibile e, così facendo, hanno aumentato a dismisura il loro spirito critico.

Un esempio?

Enrico Montesano.

Un’altra cosa che riscontriamo amaramente è che la nostra amministrazione comunale non attua alcuna misura di prevenzione primaria.

Non ci riferiamo alla distribuzione di saturimetri. Tali iniziative rientrano nel campo della diagnosi precoce o prevenzione secondaria.

Noi ci riferiamo alle informazioni su come rinforzare l’apparato immunitario.

È come quando si compra un’auto o si va a vivere in una nuova casa: si attiva l’antifurto per il veicolo e si mette una porta antieffrazione all’abitazione.

Bene, per impedire ai virus di entrare nel nostro organismo o di farvi, in caso di ingresso, il minor danno possibile, è fondamentale rafforzare il proprio apparato immunitario, oltre a seguire uno stile di vita sano.

Eppure non sentiamo assolutamente parlare di minerali come zinco e magnesio, di vitamine (tutto il complesso della B, C, D e della A) e di flavonoidi come la quercetina.

Da questo punto di vista, registriamo un silenzio assordante.

Ma la nostra amministrazione comunale è in buona compagnia: anche la tv di Stato, al riguardo, è assolutamente carente.

Sembra quasi che ci sia l’interesse opposto, cioè quello di far ammalare le persone. Chissà, forse perché i mezzi di comunicazione sono pieni di pubblicità delle case farmaceutiche.

O forse perché le aziende ospedaliere ed il personale sanitario ricevono indennità in busta paga se lavorano in “ospedali Covid”.

Tra l’altro l’amministrazione, oltre a fare un’approfondita e capillare informazione sugli stili di vita sani e sul rafforzamento dell’apparato immunitario, potrebbe anche, con apposite mozioni del Consiglio comunale:

1) fare pressioni sul governo affinché introduca nei protocolli per la cura del Covid anche il farmaco denominato idrossicolorochina;

2) chiedere che i vaccini anti-Covid siano adeguatamente testati prima della loro somministrazione generalizzata alla popolazione, anche perché Bill Gates, che è sempre informatissimo su questi argomenti (sa sempre le cose in anticipo, sembra quasi prevedere gli eventi...) già alcuni mesi fa in un’intervista ha dichiarato che nel mondo ci saranno 700.000 persone colpite dagli effetti collaterali dei vaccini per il Sars-Cov-2;

3) chiedere al governo che la tv di Stato sia meno ansiogena nel fornire informazioni sull’andamento dell’epidemia: la paura riduce l’efficacia dell’apparato immunitario;

4) chiedere al governo che la tv di Stato fornisca informazioni su come seguire stili di vita sani e rafforzare il proprio sistema immunitario.

Giobbe Covatta avrebbe detto: «Basta poco, che ce vo’?».

Il tutto, ovviamente, prima di pensare alla chiusura delle scuole ed avendo sensibilizzato a dovere le persone anziane – magari con la collaborazione degli ex sindacati dei lavoratori ora sindacati dei pensionati – sul fatto che debbano, per precauzione, restare il più possibile a casa.

L’Italia deve tornare ad essere un Paese per giovani dentro.

Cominciamo a dare l’esempio a Terracina.

Marco Villa

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