Sono trascorsi 12 anni da quando, il 14 novembre 2005, fu costituito il Forum di Agenda 21 Locale di Terracina, con deliberazione di Consiglio Comunale n. 80/X, e fu avviata la sua attività, quale organismo istituzionale permanente di rappresentanza e di partecipazione civica, per promuovere e favorire lo sviluppo sostenibile della città e del territorio. Erano, allora, circa 100 le organizzazioni e i cittadini aderenti al Forum, mentre oggi sono 240. Mancavano, allora, gli strumenti di piano, gli indirizzi programmatici, gli obiettivi da raggiungere e le strutture amministrative di riferimento, di cui oggi invece disponiamo. Non c’era, allora, soprattutto, una diffusa conoscenza locale sul concetto di sviluppo sostenibile, sui suoi riferimenti internazionali e nazionali e sul suo significato culturale, oltre che sul suo valore ambientale, sociale ed economico, che oggi possediamo in misura quantomeno sufficiente. Dunque, non è solo una questione di numeri e di possibilità acquisite, accanto ad alcuni risultati raggiunti, ma di una più ampia crescita di sensibilità e di consapevolezza da parte delle istituzioni locali e dell’opinione pubblica. Si è infatti rafforzata e diffusa, in questi anni, la convinzione che è necessario intraprendere, in tempi brevi e in forme più decise, strade nuove per lo sviluppo, sia globale che locale, capaci di integrare in modo virtuoso la tutela dell’ambiente e delle risorse naturali con i diritti sociali e la crescita economica. Una convinzione fondata sui dati, sulle evidenze scientifiche e sugli indicatori di criticità, sempre più conclamati, e dunque sul fatto che ormai non ci sono più alternative e che è in gioco la stessa sopravvivenza del pianeta, non soltanto dal punto di vista ecologico, ma anche sul piano della sua tenuta sociale, civile e democratica. Lo stesso sviluppo economico, del resto, è sempre più legato alla capacità di riduzione delle grandi disuguaglianze che sono cresciute negli ultimi decenni nel mondo e all’interno dei singoli Paesi, causate dall’aumento del ruolo e del peso invasivo della finanza, ma anche dalla drammatica accentuazione dei conflitti armati, dalle migrazioni indotte da guerre e da catastrofi naturali. L’Agenda 2030 dell’ONU per lo sviluppo sostenibile, approvata poco più di un anno fa dai 196 Stati che aderiscono alle Nazioni Unite, risponde proprio a questa esigenza: riconoscere pienamente lo stretto legame tra il benessere umano e la salute dei sistemi naturali e affrontare la sfida del cambiamento del modello di sviluppo per dare un futuro di pace, di equità, di diritti garantiti e di nuova prosperità al mondo. Con tale documento (composto da 4 grandi ambiti, 17 settori di intervento e 169 obiettivi) la comunità internazionale ha compiuto un passo in avanti epocale nell’inquadrare le politiche di sviluppo mondiale nella prospettiva della sostenibilità e nel determinare e finanziare gli impegni che dovranno essere realizzati entro il 2030. Impegni che hanno carattere universale - si rivolgono cioè tanto ai Paesi in via di sviluppo quanto ai Paesi avanzati - e che sono fondati sulla integrazione tra le tre essenziali dimensioni dello sviluppo sostenibile (ambientale, sociale ed economica), quale presupposto per sradicare la povertà in tutte le sue forme. Si tratta di un compito immane, al quale tuttavia non possiamo responsabilmente sottrarci se vogliamo realmente garantire il nostro destino e quello delle generazioni future. Ci auguriamo che le istituzioni, le associazioni, il mondo della scuola, gli organismi sociali ed economici, i media e i cittadini in genere possano trarre, dall’esperienza e dal - l’impegno concreto del Forum di Agenda 21 locale, utili e proficue occasioni di conoscenza e di riflessione, di iniziativa e, soprattutto, di consapevole comportamento nel rispetto dei principi di sostenibilità.

