Azione sul nuovo polo ospedaliero: che non diventi un alibi, Terracina e Fondi meritano una sanità più forte, oggi e domani

Terracina in Azione
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07/10/2026
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Comunicati Stampa
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Dopo l’annuncio del consigliere regionale Cosmo Mitrano e le dichiarazioni del senatore Claudio Fazzone sul nuovo Polo ospedaliero Terracina-Fondi, interviene il responsabile di Azione, Arcangelo Palmacci.

Il nuovo Polo ospedaliero può rappresentare una grande opportunità per Terracina-Fondi e per tutto il comprensorio. Ma proprio perché parliamo di un progetto destinato a incidere sulla sanità dei prossimi decenni, dobbiamo essere chiari su un punto: il nuovo ospedale non può diventare un alibi per indebolire la sanità che esiste oggi.

Il Fiorini di Terracina e il San Giovanni di Dio di Fondi devono continuare a garantire servizi, personale, tecnologie e assistenza adeguati per tutto il periodo necessario alla realizzazione del nuovo Polo. La programmazione del futuro non può significare il congelamento dei problemi del presente.

I cittadini hanno bisogno di cure oggi, non tra qualche anno.

Per questo chiediamo alla Regione di rafforzare immediatamente i due presidi, intervenendo sul personale, sui pronto soccorso, sui servizi di emergenza, sulle tecnologie e sulle risorse necessarie a garantire qualità e continuità dell’assistenza.

Allo stesso tempo, il nuovo ospedale dovrà rappresentare un vero salto di qualità. Non basta costruire un edificio più moderno: bisogna portare nel territorio nuove specializzazioni, professionalità, tecnologie e servizi, riducendo la necessità per i cittadini di spostarsi verso Latina, Roma o Formia per ottenere prestazioni che dovrebbero essere disponibili vicino casa.

Il progetto deve quindi essere accompagnato da una programmazione sanitaria precisa e verificabile: quali reparti saranno presenti? Quali specializzazioni saranno attivate? Quanti medici, infermieri e tecnici saranno necessari? Quali investimenti sono previsti? Quali saranno i tempi?

Su questi punti non possono bastare gli annunci.

C’è poi la questione della localizzazione. Se l’area individuata è quella dell’ex Isola dei Ciurli, la Regione deve spiegare con chiarezza perché sia stata scelta quella soluzione, quali alternative siano state valutate e quali siano le conseguenze urbanistiche e ambientali della decisione.

Il tema è particolarmente delicato perché il provvedimento regionale intervenuto nei giorni scorsi modifica la perimetrazione del Parco dei Monti Ausoni e dispone la cessazione del vincolo sul Monumento naturale Lago di Fondi, scelta, questa, che ha già giustamente sollevato richieste di chiarimento sul metodo, sulle alternative considerate e sull’impatto territoriale.

Per Azione, una decisione di questa portata deve essere accompagnata dalla massima trasparenza e da un confronto serio con il territorio.

Allo stesso tempo Terracina e Fondi non devono essere messe una contro l’altra. Se la scelta è quella di un unico Polo ospedaliero, occorre costruire un sistema integrato nel quale entrambe le comunità siano adeguatamente servite e nel quale professionalità, servizi e risorse siano organizzati nell’interesse dei cittadini.

Il nostro sostegno al nuovo Polo, quindi, non può essere a scatola chiusa.

È un sì esigente, che significa: rafforzare subito il Fiorini e il San Giovanni di Dio; potenziare pronto soccorso e servizi di emergenza; assumere e stabilizzare il personale necessario; mantenere e sviluppare le specialità esistenti; introdurre nuove specializzazioni e competenze; investire nelle tecnologie diagnostiche e terapeutiche; garantire una programmazione sanitaria adeguata al bacino di utenza; assicurare trasparenza sulla localizzazione, sulle alternative esaminate e sugli impatti territoriali e ambientali.

Il nuovo Polo deve inoltre essere una vera infrastruttura della sanità pubblica regionale, capace di rafforzare il territorio e di governare il rapporto con il settore privato senza lasciare che siano interessi diversi da quelli della salute pubblica a determinare le scelte strategiche.

Non siamo contro il nuovo ospedale. Siamo perché il nuovo ospedale abbia davvero senso.

Un edificio moderno, senza personale, servizi e specializzazioni adeguate, rimane soltanto un edificio. Quello che dobbiamo costruire è invece una maggiore capacità di cura.

La Regione deve quindi assumere impegni precisi, indicare tempi credibili e offrire garanzie verificabili.

Un ospedale può richiedere anni per essere progettato e costruito. Il bisogno di cura esiste ogni giorno.

Per questo bisogna lavorare contemporaneamente su due piani: costruire il nuovo e rafforzare ciò che abbiamo oggi.

Il nostro obiettivo è arrivare all’apertura del nuovo Polo con gli ospedali attuali mantenuti efficienti durante tutta la transizione, con il personale valorizzato, i servizi potenziati e una nuova struttura capace di offrire specializzazioni oggi insufficienti o assenti.

Il territorio è pronto a fare la propria parte. Ma ha il diritto di chiedere alla Regione di fare altrettanto.

Non chiediamo privilegi. Chiediamo una sanità pubblica all’altezza delle persone che vivono qui.

Il nuovo Polo Terracina-Fondi può rappresentare una svolta. Ma una svolta vera non si misura dai metri quadrati di un edificio o dal giorno dell’inaugurazione. Si misura dalla qualità delle cure, dalle professionalità presenti, dalle specializzazioni offerte, dalle tecnologie disponibili e dalla capacità di garantire ai cittadini assistenza qualificata vicino casa.

Per questo, come Azione, sul nuovo Polo abbiamo una posizione chiara:  non un euro, non una professionalità, non un servizio essenziale in meno oggi in nome dell’ospedale di domani.

Al contrario: più investimenti oggi per arrivare preparati al domani.

Perché il futuro della nostra sanità non può essere soltanto promesso.

Deve essere costruito. E deve cominciare adesso.

Arcangelo Palmacci
Segretario Provinciale di Azione  e locale  di Terracina in Azione

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