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WWF Litorale Laziale e Zero Waste rispondono agli attacchi subiti

| di WWF Litorale Laziale e Zero Waste
| Categoria: Comunicati Stampa
STAMPA
plastic free

Tra le associazioni operanti sul territorio non si può certo parlare di un duello, che per definizione dovrebbe vedere schierati due avversari. È vero tuttavia che da molto tempo il WWF litorale Laziale e Zero Waste Terracina stanno subendo attacchi indiscriminati da parte della sezione locale Legambiente. È arrivato il momento di fare chiarezza e ristabilire la verità dei fatti; ed è comunque penoso che associazioni come Zero Waste e WWF che da più di 30 anni operano sul territorio battendosi per i temi dell’ambientalismo per una città più sostenibile, sia trascinata in polemiche sterili che certo non fanno bene alla causa.

Siamo costretti tuttavia a rispondere nonostante questo modo di fare non rispecchi il nostro stile perché chiamati in causa esplicitamente e perché sono state coinvolte le nostre associazioni, associazioni di prestigio nazionale e internazionale, che abbiamo avuto subito la premura di avvisare.

Allo scopo di fare chiarezza, per l’associazione che ci accusa e i loro sodali che non hanno perso occasione di offenderci pesantemente, puntualizziamo quanto segue:

  • Nei primi giorni di marzo le associazioni WWF, Zero Waste e Fare Verde, che avevano realizzato un progetto sulle plastiche abbandonate sulla spiaggia denominato “Non lasciarmi qui”, pesantemente criticato dagli accusatori, decidono di inviare all’amministrazione una lettera di sollecito per l’adozione di una delibera che faccia diventare anche Terracina città Plastic Free.
  • Il documento viene proposto a Legambiente che aveva inviato già documenti di proposta con lo stesso contenuto avendo creato la rete Plastic Free Beaches Terracina di cui le altre associazioni non facevano, all’epoca, e non fanno tuttora parte.
  • L’associazione Legambiente accetta di firmare inviando in visione documenti mai richiesti e imponendo una serie di citazioni autoreferenziali che non solo avrebbero appesantito il documento ma che invece evidenziavano una netta presunta superiorità di Legambiente rispetto alle altre associazioni.
  • Dopo una serie di scambi l’ultima elaborazione, e siamo arrivati già al 1 maggio, ha come incipit la seguente dicitura: PROPOSTA DI DELIBERAZIONE PREDISPOSTA DALLA RETE PLASTIC FREE BEACHES TERRACINA E SOTTOSCRITTA CONGIUNTAMENTE DALLE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE FARE VERDE - TERRACINA, LEGAMBIENTE TERRACINA, WWF LITORALE LAZIALE sez. Terracina, ZERO WASTE Italy – TERRACINA.  Ora, leggere che la rete PFBT elabora un documento e altre associazioni lo sottoscrivono dà l’esatta percezione che i ruoli si sono capovolti, Legambiente propone e gli altri firmano.
  • Poiché, per quanto ci riguarda l’elaborazione è stata una collaborazione soprattutto tra Fare Verde, Zero Waste e WWF con il sostegno dei loro esperti nazionali, visto che tutte le associazioni ambientaliste del mondo si stanno occupando di questo tema, e soprattutto stanche di questo continuo tentativo di prevaricazione, le associazioni firmatarie, avvertite le altre due Associazioni, hanno protocollato il documento con solo due firme.

Ci preme inoltre puntualizzare che nessuno, mai, ha messo in dubbio le capacità di questa associazione che abbiamo sempre riconosciuto e lo facciamo anche ora; è semmai vero il contrario: il circolo locale di Legambiente  non perde occasione per denigrare l’operato della altre associazioni fino a dire, in una trasmissione alla quale hanno partecipato, che quando sono arrivati a Terracina, tre anni or sono, hanno trovato “una città allo sbando, all’anno zero sotto il profilo di attività in favore dell’ambiente”.

Ignorano che nei 33 anni di attività sul territorio il  WWF ha realizzato molti progetti come per esempio piantumare e creare dal nulla, oltre a diversi parchi cittadini, il Parco del Montuno difendendolo anche dal tentativo di trasformarlo in un parcheggio; ha stretto un accordo, 20 anni or sono, con i pescatori, per portare i rifiuti a terra, fallito poi per l’incapacità dell’amministrazione di creare un’isola ecologica, per rifiuti e oli esausti, al porto. Se non fosse intervenuto il WWF la costa del tratto urbano di Terracina sarebbe una teoria di scogliere che avrebbero deturpato questo meraviglioso paesaggio di cui ora invece possiamo godere, e sempre grazie al WWF la gestione dei rifiuti è partita con il piede giusto arrivando facilmente al 70% della raccolta differenziata, anche se premevamo per la premialità da raggiungere con la tariffa puntuale che è finalmente arrivata, almeno nelle intenzioni. Infine nel 2017 sempre il WWF ha organizzato un convegno con esperti nazionali e internazionali sui pesticidi, e molto altro ancora.

Il Comitato Rifiuti Zero Terracina, a sua volta, nato da un gruppo di volontari ambientalisti operanti sul territorio da più di 30 anni in Associazioni, inseritosi nella Rete Nazionale Zero Waste nel 2012, a novembre 2014 ha chiesto al Sindaco Procaccini di firmare il Protocollo di Terracina Comune Rifiuti Zero e dal 4 gennaio 2015 Terracina è nella Lista dei Comuni Italiani Rifiuti Zero. Negli ultimi 10 anni si è impegnato in Eventi e Convegni, Progetti nelle Scuole, Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti, Settimana Europea per la Mobilità Sostenibile, Campagne per consumatori e commercianti contro l’usa e getta e una corretta differenziata, promuovendo a livello nazionale con Famiglie Rifiuti Zero la Campagna “Borracciamola” per l’uso  delle borracce al posto delle bottigliette di plastica, a febbraio 2018 si è fatto promotore dell’Econuotata contro il Littering marino nelle acque di Terracina di Enzo Favoino, Coordinatore Commissione Scientifica Zero Waste Europe.

Abbiamo fatto tutto questo, senza vantarcene e senza ricordarne la paternità, perché è stato ed è giusto farlo per l’amore che portiamo per il nostro Pianeta e per la nostra città e se qualcuno percorre la strada che noi abbiamo tracciato e lo fa con competenza la cosa non può farci che piacere. Ci dispiace che i cittadini pensino che tra le associazioni ambientaliste c’è una guerra, non è così ma noi rivendichiamo la libertà delle nostre azioni che possono a volte incrociare i percorsi delle altre associazioni. Chiediamo scusa, non è nel nostro stile tutto questo ma dovevamo ai nostri tanti amici, sostenitori e iscritti una puntualizzazione.  Ed ora davvero che ognuno faccia la sua parte.

Documento Integrale:

Richiesta di Delibera Comunale Plastic Free e Proposta Zero Waste Italy-WWF

Le Associazioni ambientaliste di Terracina  Zero Waste Italy e WWF,  impegnate da anni nella denuncia del degrado ambientale, nella progettazione di iniziative di recupero di siti, nella diffusione delle buone pratiche tra i cittadini e nelle scuole e, recentemente, tutte occupate a risolvere il grave problema delle plastiche in mare, chiedono al Consiglio Comunale l’approvazione di una Delibera che miri ad eliminare l’uso della plastica dandone qui una traccia.

PREMESSO CHE

- annualmente vengono prodotti a livello mondiale 300 milioni di tonnellate di materie plastiche, di cui almeno 8 milioni finiscono nell'oceano

-  le materie plastiche sono le componenti principali (fino all’85%) dei rifiuti marini (marine litter) trovati lungo le coste, sulla superficie del mare e sul fondo dell'oceano

- l’art. 9-bis D.L. 91/2017, come convertito in legge dall’art. 1 L.123/2017, prescrive il divieto definitivo di commercializzazione di contenitori non biodegradabili non rispondenti alla normativa comunitaria ed alle norme tecniche approvate a livello comunitario;

- le Pubbliche Amministrazioni, in base alla normativa vigente, hanno l’obbligo di predisporre ogni azione di prevenzione e riduzione delle quantità di rifiuti e devono svolgere, altresì, azioni rivolte alla valorizzazione, studio ed introduzione di sistemi integrati per favorire il massimo recupero di energie e di risorse;

- i singoli Comuni devono impegnarsi a raggiungere gli obiettivi di raccolta differenziata finalizzata al riutilizzo, riciclaggio e recupero delle frazioni organiche e dei materiali recuperabili riducendo, in modo sensibile, la quantità di rifiuti secchi indifferenziati da conferire nelle cosiddette discariche.

- l’Italia è uno dei principali produttori europei di stoviglie di plastica monouso, con un consumo pro capite di quasi due kg ogni anno;

- le stoviglie monouso sono polimeri a base di petrolio che, se non correttamente smaltiti, restano in ambiente per anni, causando danni gravissimi all’ecosistema. Secondo uno studio recente, ogni anno, finiscono in mare, direttamente o indirettamente, otto milioni di tonnellate di rifiuti plastici.

- la produzione di tali oggetti necessita di un enorme dispendio di energia con cicli produttivi particolarmente inquinanti.

- le microplastiche rappresentano un ulteriore problema per la gestione del marine litter. Esse possono trovarsi nei prodotti cosmetici e per l’igiene personale e nei prodotti industriali, o provenire da pezzi di plastica più grandi che si degradano; variano per dimensioni, ma si tratta in genere di particelle di plastica di dimensione inferiore ai 5 millimetri, che possono quindi passare con facilità attraverso i filtri delle acque reflue, rendendo impossibile il loro recupero una volta in mare.

- tutto ciò configura una minaccia per gli organismi marini, per gli equilibri degli ecosistemi e per l’uomo posto che, neppure la catena alimentare, è immune dai rischi di contaminazione soprattutto a causa delle microplastiche derivanti dalla degradazione dei rifiuti plastici in marecon implicazioni significative su importanti settori economici come il turismo, la pesca, l'acquacoltura

CONSIDERATO CHE

- Il 16 gennaio 2018 la Commissione europea ha adottato la “Strategia europea per la plastica” al fine di: rendere riciclabili tutti gli imballaggi di plastica nell’UE entro il 2030; affrontare la questione delle micro plastiche in particolare di quelle aggiunte intenzionalmente nei prodotti che dovrebbero essere bandite; frenare il consumo di plastica monouso e il marine litter (attraverso una proposta legislativa);

- lo scorso 28 maggio, la Commissione Europea, sottolineando ancora una volta la gravità del problema dei rifiuti di plastica, ha introdotto nuove norme per ridurre gli stessi. Si è proposto, infatti, di mettere al bando la produzione di alcuni prodotti di plastica tra cui piatti, posate, cannucce, agitatori per bevande. Questi prodotti potranno essere sostituiti con altri di materiali diversi dalla plastica. Tali proposte passeranno ora al vaglio del Parlamento europeo e del Consiglio.-

- Una delle misure presentate dalla Commissione europea nell'ambito della strategia prevede il bando di bastoncini per la pulizia delle orecchie, posate, piatti e cannucce di plastica monouso. Inoltre, entro il 2025, gli Stati membri dovranno raccogliere il 90% delle bottiglie di plastica monouso per bevande.

- Dal 1° gennaio 2019 è  vietato vendere sul territorio nazionale i bastoncini per la pulizia delle orecchie in plastica, potranno essere venduti solo quelli biodegradabili. I bastoncini non possono essere gettati nei servizi igienici e negli scarichi

- Dal 1° gennaio 2020 sarà, inoltre, vietato mettere in commercio prodotti cosmetici che contengano microplastiche. Sono in corso campagne di raccolta dei rifiuti in plastica dai fondali marini

- Il Ministero dell’Ambiente ha avviato un percorso per diventare “plastic free” e sta sollecitando tutte le amministrazioni pubbliche affinchè siano di esempio ai cittadini, bandendo la plastica monouso.

- il Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare, Generale Costa, ha lanciato la Campagna “Plastic Free Challenge (#PFC)” con la quale ha invitato, la società civile e le Istituzioni, ad eliminare la plastica monouso, considerata una gravissima forma di inquinamento degli oceani e non solo e, nella stessa occasione, ha sottolineato la necessità che le Istituzioni sposino per prime la predetta campagna dando il buon esempio alla cittadinanza tutta; - l’Amministrazione comunale, aderendo alla campagna di sensibilizzazione, potrebbe dare un segnale forte ai cittadini e, al contempo, lanciare un messaggio di civiltà con riferimento alla lotta alla plastica;

- il 18 marzo 2018  il Comune di Terracina con la Delibera di Giunta n.51 del 19 marzo ha aderito alla Rete Plastic Free Beaches Terracina”, nata sul modello di MultistakeholderGovernance Network, presentato da Legambiente all’Onu;

- Il Comune di Terracina ha già aderito alla Campagna ministeriale - su sollecitazione della Rete “Plastic Free Beaches Terracina” - in data 10 novembre 2018 e risulta già tra gli aderenti alla Campagna, come è possibile vedere al link http://www.minambiente.it/pagina/come-aderire

- Le articolazioni locali delle Associazioni Ambientaliste  Fare Verde,  WWF Litorale Laziale e Zero Waste Italy hanno ripetutamente chiesto alla Amministrazione Comunale, ed in particolar modo al Sindaco e all’Assessore all’Ambiente, il massimo impegno per rendere Terracina un Comune #plasticfree, seguendo l’esempio di molti altri Comuni italiani, anche attraverso un progetto denominato “Non Lasciarmi Qui”, finalizzato al recupero degli oggetti di plastica (per la maggior parte giocattoli e gonfiabili) abbandonati sulla spiaggia al termine della stagione estiva nell’ambito del “World Cleanup Day 2018”;

RILEVATO CHE

- l’utilizzo, negli uffici pubblici, di sole stoviglie compostabili o tradizionali e di prodotti ed imballaggi biodegradabili, possibilmente ottenuti utilizzando materie prime di recupero, permetterebbe di ridurre al minimo i rifiuti prodotti;

IMPEGNA IL SINDACO E LA GIUNTA

- ad aderire pienamente all’iniziativa #PFC (Plastic Free Challenge) promossa dal Ministro dell’Ambiente, della Tutela del Territorio e del Mare;

- ad aderire pienamente alla iniziativa #LazioPlasticFree promossa dalla Regione Lazio

- ad introdurre, pertanto, negli uffici comunali, l’utilizzo esclusivo di posate, piatti, bicchieri, bottiglie e sacchetti tradizionali o in materiale biodegradabile e compostabile, con conseguente divieto assoluto di utilizzo di plastica usa e getta;

- ad eliminare la vendita di bottiglie di plastica dai distributori e sostituire la fornitura con distributori di acqua alla spina allacciati alla rete idrica.

 - ad eliminare gli oggetti di plastica monouso come bicchieri, cucchiaini, cannucce e palette di plastica.

- a limitare la vendita di prodotti con imballaggio eccessivo (merendine, biscotti, succhi di frutta confezionati), privilegiando l’offerta di spremute, centrifughe e frullati di prodotti freschi, nei minibar o nelle mense interne.

- a fornire o invitare i dipendenti a portare una propria tazza o borraccia per consumare bevande calde e fredde

- a non utilizzare plastica monouso durante eventi aziendali e/o riunioni

- a privilegiare l’utilizzo di  stoviglie riusabili e, solo quando questo non è possibile, stoviglie che rispettino lo standard europeo EN 13423, da avviare a compostaggio, durante le sagre e le manifestazioni che vengono organizzate dalla Pro Loco e in occasione di feste ed eventi patrocinati dall’Ente;

- ad attivare compostiere didattiche per il compostaggio in loco degli scarti di cucina e possano contribuire a chiudere il cerchio nel realizzare una mensa scolastica a “rifiuti zero”. Stessa sorte farebbero ad esempio i fiori secchi, dotando le aree cimiteriali di apposite compostiere;

- a dare immediata informazione di tale divieto ed a promuovere una campagna di informazione e di sensibilizzazione per tutti i dipendenti del Comune di Terracina, nelle scuole ed alle aziende/cooperative in relazione ad appalti di servizi socio-sanitari stipulati con l’amministrazione comunalepromuovendo azioni di sensibilizzazione sull’importanza di ridurre l’inquinamento da plastica tra i dipendenti;

- a predisporre l’avvio di una importante campagna di informazione e sensibilizzazione della cittadinanza finalizzata alla futura estensione del divieto su tutto il territorio comunale, lanciando il brand #TerracinaPlasticFree, in collaborazione con la rete #Plastic Free Beaches Terracina

- a ricercare finanziamenti in ambito regionale e nazionale come Comune Plastic Free;

- a partecipare alla selezione dei Comuni Plastic Free, all’interno della campagna Legambiente “Comuni Ricicloni”;

- ad impegnare la Ditta Gestore RSU appaltatrice del servizio nella ottimizzazione della filiera dello smaltimento della plastica a fini di supportare riuso, riciclo e rigenerazione;

- ad agevolare tutte le categorie economiche presenti sul territorio nell’uso delle bioplastiche sostitutive anche attraverso protocolli di intesa con i soggetti firmatari del protocollo Plastic Free Beaches Terracina.

 Terracina, 3 maggio 2019                                 Marina Mobilio                                 Franca Maragoni

WWF Litorale Laziale e Zero Waste

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