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Terracina, Itri e Monte San Biagio alla BIT di Milano

L’associazione “Condominio dell’Arte” protagonista della borsa internazionale turistica del capoluogo meneghino

| Categoria: Comunicati Stampa
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Itri, Terracina e Monte San Biagio parteciperanno, da domenica 10 a martedì 12 febbraio, alla borsa internazionele turistica di Milano.

Terracina sarà presente con un progetto di recupero-pini, a cura dell’arch. Francesca Marchini, nativa di Terracina e residente a Boston, in USA, mentre  Monte San Biagio e Itri con la presentazione della Passione di Cristo sul santuario della Madonna della Civita.

Un’idea, quest’ultima, a cura dell’associazione Giulio Cesare. Il tutto  sotto l’egida dell’associazione  “Condominio dell’Arte”, guidata da Aldo De Fabritiis, che si avvale del patrocinio del Comune di Itri  e della partnership dell’associazione archeologica Ytri della dott/ssa Rosa Corretti.

I due sodalizi si prefiggono di essere presenti sul territorio nazionale e di utilizzare il medesimo sistema che viene ampiamente adottato in tanti settori, quali moda e spettacolo, legando il prodotto da proporre ad un personaggio, al territorio o ai beni culturali dei nostri luoghi. L’intento è quello di evidenziare i nostri valori, le tradizioni e la grande qualità dei prodotti italiani, con iniziative e con progetti legati alla promozione dell’ arte, della cultura, del turismo, dei prodotti tipici locali, della manualità del “Made in Italy” e, soprattutto, del nostro artigianato. Le due associazioni itrane, inoltre, portano a conoscenza di tutti e valorizzano, tramite le nuove piattaforme social di comunicazione e i media, la produzione italiana, tanto apprezzata nel mondo.

Il 10  si terrà la proiezione del video clip, dal titolo “Il Made in Italy è la nostra passione, realizzato alla BIT dello scorso anno da Ketty Carraffa, responsabile nazionale della comunicazione del “Condominio dell’Arte”. A seguire, lo storico Alfredo Saccoccio  presenterà il suo volume “Vita ed imprese del colonnello Michele Pezza, detto Fra’ Diavolo”, un personaggio di cui  si è scritto molto e che è entrato di diritto nella storia Ancora oggi, a duecentododici anni dalla sua morte, la gente itrana lo ricorda e lo esalta. Il fascino che emana dal dittico ambiguo, in cui sono mischiate la sua natura angelica e quella diabolica, quella che salva le anime e quella che le perde, spinge tuttora numerosi studiosi a cercare documenti inediti per una più obiettiva biografia dell’audace guerrogliero, che ha interessato l’opinione pubblica di tutta Europa e che ha eccitato, al massimo grado, la fantasia della gente esercitando anche un fascino irresistibile su storici, romanzieri e commediografi. Michele Pezza fu il primo tecnico, in Italia, della guerriglia, condotta sulle montagne del centrosud, negli anni dal 1799 al 1806, con incursioni clamorose, perché aveva il genio della tattica veloce. Fu lui ad inventarla nel nostro Paese, con la tattica del “mordi e fuggi”, piombando giù dai monti, sempre al momento opportuno, sgominando i distaccamenti  franco-polacchi in marcia, intercettando le comunicazioni tra Napoli e Roma e catturando i loro convogli di rifornimenti. Il Pezza fu l’inventore della guerriglia moderna, perché aveva capito che non avrebbe potuto affrontare in battaglia le soverchianti truppe francesi. Michele fu un incubo per i francesi, attaccati ai fianchi e alla spalle.

Nel corso della BIT, Alfredo Saccoccio illustrerà brevemente la storia e i monumenti  di Terracina, di Monte San Biagio e della sua amata Itri.

 

 

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