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Il duomo di San Cesareo

| di La Redazione
| Categoria: Storia
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Conosciuto ancora oggi dai terracinesi come ‘la cattedrale’, il duomo di San Cesareo è uno dei maggiori monumenti di Terracina, segno tangibile dell'importanza che la città aveva assunto nel Medioevo all'interno dello Stato Pontificio e luogo prescelto per un evento di straordinario rilievo: l'elezione di un papa.

Il duomo sorge sui resti, ancora visibili tra l'altro, del Tempio Maggiore, principale luogo di culto dell'antico Foro Emiliano. La chiesa cristiana venne riconsacrata nel 1074 e dedicata al santo patrono della città, per poi ospitare l'elezione di papa Urbano II. Era il 1088. Sette anni dopo, lo stesso papa avrebbe indetto la prima crociata.

Così come lo vediamo oggi, il duomo presenta, accanto ai suoi elementi romanici e gotici, strutture appartenenti al XVIII secolo. L'esterno presenta un portico con colonne romane di riuso, con delle decorazioni sopravvissute al passare del tempo sulla parte destra dell'architrave. Si tratta di un mosaico a colori risalente al XIII secolo e raffigurante animali fantastici e altre figure allegoriche. Molto caratteristico il campanile a quattro piani decorato con archetti e piatti in ceramica colorati.

L'interno è la parte che reca i tratti più visibili della ristrutturazione settecentesca. Le volte sostituiscono il più antico soffitto medievale, mentre il baldacchino sull'altare maggiore è chiaramente ispirato a quello del Bernini presente a San Pietro. Le colonne che dividono le tre navate sono romane, ma i capitelli in stucco sono del '700. al contrario, invece, il pavimento della navata centrale, la colonna tortile per il cero pasquale e il pulpito risalgono al XIII secolo e sono realizzati in opera cosmatesca, una particolare decorazione di quel periodo costituita da disegni geometrici formati da marmi colorati e tessere dorate.

Come molti altri monumenti della città alta, anche il duomo di San Cesareo reca su di sé i segni delle varie epoche. La chiesa medievale e di età moderna “nasconde” tante piccole perle che non sfuggono a un occhio attento. Basta girare attorno all'edificio e alzare lo sguardo per ammirare i resti del Tempio Maggiore, in particolare una parete di lastre di marmo decorata con foglie di acanto in rilievo e intervallata da possenti semicolonne dello stesso materiale, il tutto risalente al I secolo d.C.

Il duomo aspetta con le sue meraviglie i visitatori giunti in città per scoprire i tesori delle varie epoche attraversate da Terracina.

La Redazione

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